In breve: a una fiera migliaia di persone passano davanti allo stand, ma poche si fermano. Un gioco breve, con classifica e premio, dà ai visitatori un motivo concreto per fermarsi, crea curiosità attorno allo stand e apre una conversazione in modo naturale. Se è progettato bene, raccoglie anche contatti qualificati, con il consenso delle persone, e continua a lavorare dopo la fiera.

Il problema di ogni stand

Chi ha partecipato a una fiera lo sa: si investe in spazio, allestimento, viaggi e personale, e poi la maggior parte dei visitatori tira dritto. Volantini e gadget aiutano poco, perché non danno un motivo per fermarsi né per ricordarsi di te il giorno dopo. E i contatti raccolti con il lettore del badge spesso non sanno nemmeno chi sei.

Perché un gioco funziona allo stand

  • Un motivo per fermarsi. “Sfida il record di oggi” è un invito più forte di “vuoi una brochure?”.
  • La curiosità attira altre persone. Chi gioca davanti a uno schermo richiama sempre qualcuno che guarda, e chi guarda spesso vuole provare.
  • La conversazione nasce da sola. Dopo la partita il personale ha un aggancio naturale per parlare del prodotto.
  • Il contatto ha un perché. Chi lascia nome ed email per entrare in classifica o partecipare all’estrazione lo fa per una ragione chiara.
  • Il brand si ricorda. Se il gioco è costruito attorno al prodotto, il visitatore porta a casa un’esperienza, non solo un volantino.

I formati che funzionano meglio

  1. Minigioco da 60–90 secondi con classifica sul maxischermo. Partite brevi per non creare code troppo lunghe, una classifica visibile che alimenta la sfida.
  2. Sfida a tempo con premio giornaliero. Il miglior punteggio della giornata vince: un buon motivo per tornare o per passare parola.
  3. Gioco sul telefono tramite QR. Il visitatore gioca dal proprio smartphone, anche mentre aspetta, e può continuare dopo la fiera.
  4. Quiz o sfida sul prodotto. Fa scoprire caratteristiche e vantaggi giocando, ideale nel B2B.
  5. Uno spazio 3D aperto tutto l’anno. Uno stand o un intero evento ricostruito in 3D, visitabile dal telefono anche prima e dopo le date della fiera.

Come raccogliere contatti in modo corretto

  • Consenso chiaro: chi si registra deve sapere perché lascia i suoi dati e per cosa verranno usati.
  • Consensi separati: quello per partecipare al gioco o al premio va distinto da quello per ricevere comunicazioni commerciali.
  • Solo i dati necessari: nome, email e azienda bastano quasi sempre; ogni campo in più riduce le registrazioni.
  • Regole sui premi: in Italia i concorsi e le operazioni a premio sono regolati dal DPR 430/2001. Prima di mettere in palio un premio, verifica con un consulente come inquadrare il meccanismo.

Checklist prima della fiera

  • Un obiettivo numerico: quanti contatti, quanti incontri commerciali.
  • Durata della partita adatta allo spazio e al flusso di persone.
  • Postazione e schermo: dove si gioca, chi guarda, quanto spazio c’è.
  • Connessione: rete stabile oppure una versione che funzioni anche offline sulla postazione, da decidere in fase di progetto.
  • QR ben visibile per giocare dal proprio telefono.
  • Premio semplice e coerente con il brand.
  • Personale preparato a invitare a giocare e a trasformare la partita in conversazione.
  • Test interno con i colleghi qualche giorno prima.
  • Email di follow-up già pronta, da inviare entro pochi giorni.

Cosa misurare

  • Partite giocate e giocatori unici, giorno per giorno.
  • Contatti raccolti e quota di chi ha accettato le comunicazioni commerciali.
  • Conversazioni o incontri nati allo stand.
  • Risposte all’email di follow-up e opportunità commerciali nelle settimane successive.

Così, a fine evento, il valore dello stand non si misura “a sensazione”.

Dopo la fiera, il gioco continua

Un gioco ben fatto non si spegne con lo stand: può diventare il centro di una campagna email, di un post sui social o della prossima fiera, con nuovi livelli o una nuova sfida. Un evento ricostruito in 3D, invece, può restare aperto tutto l’anno come spazio in cui incontrarsi e presentarsi.

Esempi dal nostro portfolio

  • Openhall è una concept demo che ricostruisce in 3D il palazzo dei congressi ExpoMeloneras: fiera, auditorium e gala, visitabili dal telefono. È stata realizzata su iniziativa dell’autore e ExpoMeloneras non è un cliente.
  • Canarias Destino Startup è una piazza 3D ricostruita in una notte partendo da una foto dell’evento e aperta con un QR: ogni partecipante entrava con il suo avatar e lo schermo del palco proiettava i video delle 31 startup.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per preparare un gioco per una fiera?

Con un metodo accelerato dall’intelligenza artificiale, un minigioco con classifica può essere pronto in pochi giorni. Conviene comunque partire qualche settimana prima, per avere il tempo di provarlo e preparare premio e follow-up.

Serve una connessione internet allo stand?

Un gioco nel browser ha bisogno di una connessione, ma si può prevedere una versione che funzioni anche offline sulla postazione principale. È una scelta da fare in fase di progetto, in base alla fiera.

Lo stesso gioco si può usare in più fiere?

Sì: basta aggiornare la classifica, il premio o aggiungere un livello. È uno dei vantaggi rispetto a materiali stampati che si usano una volta sola.

Funziona anche nelle fiere B2B?

Sì, spesso anche meglio: un quiz o una sfida sul prodotto apre conversazioni con persone interessate e qualifica i contatti già durante la partita.


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