Cos’è un advergame e come usarlo nel marketing della tua azienda
Che cos’è un advergame, quali formati esistono, esempi storici e come progettarne uno efficace: guida pratica per marketing e brand manager.

In breve: un advergame è un videogioco creato su misura per un marchio. Prodotti, mascotte e valori dell’azienda diventano personaggi, scenari e sfide. Si usa per ottenere attenzione, coinvolgimento e contatti, e oggi si gioca quasi sempre dal telefono, con un link o un codice QR, senza scaricare nulla.
Che cos’è un advergame
La parola nasce dall’unione di advertising (pubblicità) e game (gioco). La differenza rispetto a un banner o a uno spot è semplice: in un advergame il marchio non è un messaggio da guardare, ma il mondo in cui si gioca.
Un buon advergame ha tre caratteristiche:
- Il marchio è il gioco. La mascotte è il personaggio, il prodotto è l’oggetto da raccogliere, il luogo è il livello da esplorare.
- Ha un obiettivo di business. Notorietà, raccolta contatti, vendite, partecipazione a un evento: si decide prima di progettare il gioco.
- È facile da raggiungere. Un link, un QR sulla confezione o allo stand, una partita che parte in pochi secondi.
Non è una novità: dal 1983 a oggi
I marchi usano i videogiochi da quando esistono le console di casa. Nel 1983 la mascotte di una bibita, Kool-Aid Man, diventò un gioco per Atari 2600. Nel 1996 Chex Quest arrivò su CD-ROM nelle scatole di cereali. Nel 1999 Pepsiman portò la mascotte di Pepsi su PlayStation.
Quello che è cambiato è il costo. Per decenni un gioco su misura richiedeva mesi di lavoro e budget da grande marchio. Oggi, con flussi di sviluppo assistiti dall’intelligenza artificiale, tempi e costi si sono ridotti al punto da rendere gli advergame accessibili anche alle PMI. Ne parliamo nel nostro business case.
Perché un gioco funziona dove un annuncio fatica
Un annuncio chiede attenzione; un gioco la ottiene perché è la persona a scegliere di giocare. Le ragioni sono pratiche:
- Attenzione volontaria. Chi gioca resta con il marchio per minuti, e a volte per ore tra una partita e l’altra, invece dei pochi secondi di uno spot.
- Partecipazione. Classifiche, sfide tra amici e premi trasformano il pubblico in giocatori che tornano e condividono.
- Ricordo attivo. Si ricorda meglio ciò che si è fatto rispetto a ciò che si è solo visto: nel gioco il prodotto si usa, non si osserva.
- Dati di prima parte. Chi si registra per entrare in classifica o vincere un premio lascia un contatto, con il suo consenso.
I formati più usati
Non esiste un solo tipo di advergame. I formati che proponiamo più spesso sono:
- Minigiochi per eventi e fiere: partite brevi e rigiocabili, perfette per uno stand o una campagna social.
- Giochi con la mascotte collegati al prodotto: un QR sulla confezione porta direttamente al gioco.
- Mondi 3D esplorabili: hotel, resort, musei o destinazioni ricostruiti come luoghi da visitare dal telefono.
- Concorsi e classifiche: premi e sfide che raccolgono contatti nel rispetto del GDPR.
- Giochi narrativi: raccontano la storia di un luogo, di una collezione o di un prodotto.
Come si progetta un advergame che funziona
Un gioco divertente non basta: deve essere utile all’azienda. Il nostro metodo segue cinque passi.
- Un obiettivo misurabile. Per esempio: 2.000 contatti qualificati durante una fiera, oppure più tempo medio sul sito.
- Il pubblico e il contesto. Chi gioca, dove e per quanto tempo: in coda a uno stand si gioca due minuti, sul divano anche venti.
- Una meccanica legata al marchio. La regola del gioco deve far “usare” il prodotto o raccontare il suo valore.
- Zero attrito. Niente download, caricamento rapido, si gioca subito dal browser.
- Misurazione fin dal primo giorno. Giocatori, tempo di gioco, partite ripetute, condivisioni e contatti.
Prima di tutto realizziamo un prototipo giocabile, da provare e migliorare insieme. È il modo più rapido per capire se l’idea funziona.
Quanto costa e quanto tempo serve
Dipende dal formato. Un minigioco semplice per un evento può essere pronto in pochi giorni; un gioco con più livelli, personaggi o un mondo 3D richiede alcune settimane. Il costo segue la stessa logica: un minigioco costa molto meno di un mondo esplorabile. Dopo una prima conversazione prepariamo sempre un preventivo chiaro.
Un esempio concreto
Choco Flakes Run! è un prototipo dimostrativo realizzato dal nostro direttore creativo: un gioco di corsa infinita con la mascotte di una marca di cereali, tra fiumi di latte e cascate di cioccolato, raggiungibile da un QR sulla confezione. Non è stato commissionato dal marchio, ma mostra bene il formato. Lo trovi nel nostro portfolio, insieme ad altri progetti giocabili.
Domande frequenti
Advergame e gamification sono la stessa cosa?
No. Un advergame è un gioco completo costruito sul marchio. La gamification applica singole meccaniche di gioco, come punti, livelli o classifiche, a qualcosa che gioco non è: un programma fedeltà, un processo, un percorso di formazione.
Serve un’app per giocare a un advergame?
No. Gli advergame moderni funzionano nel browser del telefono, tramite link o QR. Un’app nativa ha senso solo per progetti che devono restare sul dispositivo a lungo.
Un advergame funziona anche nel B2B?
Sì, soprattutto a fiere ed eventi: un gioco allo stand attira visitatori, crea conversazioni e raccoglie contatti di qualità. Funziona anche per spiegare in modo semplice un prodotto complesso.
Come si misura il successo di un advergame?
Con gli indicatori fissati all’inizio: numero di giocatori, tempo di gioco, partite ripetute, condivisioni e contatti raccolti. Il gioco registra questi dati e li restituisce in modo leggibile.
Vuoi capire se un advergame fa per il tuo marchio? Scopri come lavoriamo sugli advergame o scrivici a [email protected].

